Bitcoin si è spinto nella fascia bassa dei $90.000 lunedì, un’inversione di slancio che ha portato i trader a cercare conferme di un possibile ritorno verso la soglia delle sei cifre. A riguardo, il rinomato analista di mercato Michaël van de Poppe ha twittato: “Eccoci! Ultima barriera prima dei $100K: è proprio qui che si trova attualmente Bitcoin. Non mi aspetto un breakout netto e immediato; tuttavia, penso che possa verificarsi entro la prossima settimana. L’anno è iniziato in modo rialzista.”
Bitcoin è stato scambiato intorno ai $92–93k nelle prime ore del 5 gennaio, proseguendo una serie di sessioni positive che hanno rialzato il mercato rispetto ai minimi di fine dicembre e lasciato gli indicatori di momentum in territorio costruttivo. I dati sui prezzi hanno mostrato un aumento dei volumi BTC mentre gli investitori hanno assimilato nuovi flussi in prodotti spot e un fitto calendario di dati macroeconomici.
Il breakout è reale?
Il commento di Van de Poppe è arrivato mentre diversi analisti tecnici individuavano una chiara fascia di resistenza tra i $90k e i $95k, quella che lui definisce “l’ultima barriera”, dove la congestione del book ordini e la liquidità in vendita hanno già in passato limitato i rally. Alcuni esperti sono cautamente ottimisti: alcuni indicatori di breve termine e letture di momentum suggeriscono spazio per la continuazione, ma gli operatori più esperti avvertono che questa salita avviene in un contesto di ampi gap sui future e flussi istituzionali che possono muovere rapidamente il prezzo.
La questione istituzionale è fondamentale. Gli ETF spot su Bitcoin sono stati acquirenti netti all’inizio dell’anno, con diversi fondi che hanno segnalato afflussi consistenti che, secondo gli analisti, stanno sostenendo la domanda sul mercato. I primi di gennaio hanno visto contributi positivi dagli ETF, un fattore che molti attribuiscono all’inizio vivace del 2026 per gli asset crypto a rischio e a un rinnovato interesse da parte di alcuni grandi investitori istituzionali. Questi flussi, quando arrivano in modo aggregato, possono sostenere i rally verso obiettivi tondi come i $100.000, ma possono anche invertirsi, rendendo ogni breakout fragile finché non sarà confermato da dati duraturi on-chain o dai flussi dei fondi.
Gli analisti tecnici restano divisi sul breve termine. I trader che osservano le heatmap degli exchange e le scale di liquidità indicano un cluster di interesse in vendita intorno ai $94.5k–$95.3k, un’area che, se raggiunta prima di nuovi segnali positivi, potrebbe innescare segnali short e un pullback volatile verso la fascia dei $80.000. Altri sottolineano che l’attuale spinta ha chiuso diversi gap di breve termine e che un movimento deciso sopra i $100k richiederebbe probabilmente una serie di massimi giornalieri più alti e una stabilizzazione della domanda degli ETF. In sintesi: un breakout è possibile, ma non garantito, e la gestione del rischio rimane prioritaria per i partecipanti al mercato.
Il quadro generale verso il 2026 è misto. Dopo un 2025 straordinariamente instabile, che ha visto Bitcoin avvicinarsi a nuovi massimi per poi restituire gran parte dei guadagni a fine anno, i media mainstream hanno ricordato agli investitori che la ripresa del mercato è ancora fragile e il sentiment può cambiare rapidamente. I venti contrari macroeconomici e i flussi di capitale istituzionale saranno probabilmente i fattori decisivi per capire se questo rally continuerà o si limiterà a testare nuovi livelli di supporto inferiori.
Per ora, i trader osserveranno attentamente l’azione dei prezzi attorno alla resistenza dei $90k e il comportamento dei flussi degli ETF e dei tassi di finanziamento dei futures. Se la visione di breve termine di Van de Poppe dovesse rivelarsi corretta e i compratori mantenessero il controllo, Bitcoin potrebbe puntare ai $100.000 nel giro di pochi giorni; se invece i venditori dovessero riconquistare le aree evidenziate, un test nella fascia dei $80.000 sarebbe un chiaro segnale che il mercato necessita di ulteriore consolidamento prima di una nuova spinta sostenibile verso l’alto. I partecipanti dovrebbero aspettarsi volatilità e monitorare sia i segnali on-chain che i flussi istituzionali, che spesso trasformano rally incerti in tendenze più durature.


