Con Bitcoin che inaugura il suo trading del 2026 intorno a 88.000 dollari, gli analisti di mercato stanno offrendo una valutazione realistica della situazione. Secondo una recente analisi di CryptoQuant, si è formata una struttura range bound che rappresenta la base più probabile per Bitcoin nel 2026, con l’evoluzione dei dati strutturali come il fattore più importante per determinare l’andamento futuro dei prezzi. Questo emerge dall’analisi dei dati di netflow degli exchange, dall’appiattimento dei volumi nel mercato dei futures e da fattori di liquidità più ampi, che indicano tutti una marcata transizione del mercato, piuttosto che una crescita esplosiva.
Il calo dei volumi di acquisto indica debolezza del mercato
Un indicatore preoccupante è la diminuzione della divergenza nei volumi di acquisto osservata nei mercati dei futures di Binance. Questo schema è simile a quello del ciclo del 2021, quando il valore di Bitcoin aumentava mentre il volume degli scambi si riduceva, causando un massiccio crollo del mercato.
I dati mostrano che Bitcoin ha raggiunto nuovi massimi storici alla fine del 2024, ma la dinamica della domanda sottostante non è riuscita a mantenere il passo. Le riserve sugli exchange sono scese ai livelli più bassi dal 2018, fatto che inizialmente sembrava rialzista. Tuttavia, le sole restrizioni sull’offerta, anche combinate con indicatori di volume in calo, non consentiranno un aumento del prezzo finché non si verificherà anche un incremento della domanda istituzionale.
Dopo la liquidazione forzata della fine del 2025, una quantità significativa di open interest perpetuo è diminuita, così come oltre 3 miliardi di dollari di open interest permanente su bitcoin durante il periodo festivo, lasciando il mercato esposto a movimenti improvvisi ma privo dell’energia generata dalla leva finanziaria durante i precedenti rally rialzisti.
Molteplici scenari per il 2026
La ricerca di XWIN Research Japan ha delineato tre scenari distinti per Bitcoin nel 2026. Lo scenario di base prevede che bitcoin venga scambiato nella fascia tra 80.000 e 140.000 dollari nel corso dell’anno, un cambiamento significativo rispetto alle previsioni a sei cifre che molti investitori retail si aspettavano.
Lo scenario rialzista è ancora possibile, con alcuni analisti istituzionali come Citigroup che prevedono che Bitcoin possa a malapena raggiungere i 143.000 dollari nei prossimi 12 mesi, con un rialzo di circa il 62%. Questa visione ottimistica dipende da flussi ETF sostenuti, dalla chiarificazione delle leggi statunitensi sugli asset digitali e da migliori condizioni di liquidità a livello globale.
Tuttavia, lo scenario ribassista ha pari peso. Gli analisti hanno avvertito che la crescita della domanda si è rallentata al punto che Bitcoin potrebbe già essere in fase di transizione verso un ciclo ribassista, con possibili movimenti verso i 70.000 dollari nel breve termine. Una situazione di shock macro con probabilità media potrebbe continuare a spingere Bitcoin sotto gli 80.000 dollari fino alla fascia dei 50.000, se l’economia globale dovesse peggiorare.
Posizionamento istituzionale e dinamiche degli exchange
La domanda di ETF spot su Bitcoin, responsabile di oltre 50 miliardi di dollari di afflussi netti nella seconda metà del 2024, si è notevolmente raffreddata entrando nel 2026. I fondi hanno registrato giorni consecutivi di deflussi durante periodi importanti a fine dicembre, compensati però da occasionali giorni di forti afflussi superiori a 450 milioni di dollari. Questa volatilità nella domanda istituzionale indica che le grandi allocazioni non stanno costruendo le loro posizioni in modo aggressivo, ma stanno rivalutando le proprie strategie.
La riduzione nel numero di “delfini”, ovvero wallet con 100-1.000 BTC, rappresenta un altro segnale d’allarme. I dati on-chain rivelano un drastico calo di questa coorte nel corso di un anno, con una dinamica simile a quella vista alla fine del 2021 e all’inizio del 2022, prima che si manifestassero ribassi più profondi sul mercato. Come evidenziato da alcuni recenti acquisti di Bitcoin da parte di società, l’accumulazione istituzionale prosegue ma con molta più cautela rispetto alla corsa frenetica del 2024.
Conclusione
Le prospettive di Bitcoin per il 2026 si discostano dalle previsioni “lunari”. L’incrocio tra il calo dei volumi sui futures, la diminuzione della domanda di ETF e l’incertezza macroeconomica sono tutte condizioni favorevoli per una fase di consolidamento piuttosto che per una crescita esplosiva. La lezione principale è che gli investitori devono essere disposti ad affrontare una volatilità a lungo termine in un intervallo ampio, concentrandosi principalmente su pazienza, controllo del rischio e previsioni realistiche nel corso dell’anno.
